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Freddo: un rischio in più per il cuore

Le basse temperature ambientali rappresentano un fattore di rischio per infarto e ictus. La notizia, diffusa la scorsa estate con la presentazione di due studi durante il Congresso della Società Europea di Cardiologia (ESC), è oggi di stretta attualità, considerato che stiamo entrando nel periodo più freddo dell’anno.
Va però sottolineato che i farmaci di Omega-3, grazie alle loro proprietà, potrebbero rappresentare un’efficace prevenzione.
Il primo studio, condotto in Canada, ha dimostrato che l’abbassamento della temperatura  coincide con l’aumento delle forme più gravi di infarto del miocardio (STEMI): ogni 10 gradi in meno si registrerebbe infatti il 7% di rischio in più.
La seconda ricerca, effettuata da un team di Taiwan, stabilisce un legame tra freddo e aumento di ictus in pazienti con fibrillazione atriale.
Dai risultati emerge che il rischio di ictus durante l’inverno crescerebbe di ben il 19%.
Responsabile di questo incremento sarebbe l’azione pro-coagulante esercitata dalle basse temperature, particolarmente pericolosa in presenza di fibrillazione atriale, la più comune delle aritmie cardiache. Su questo fronte, come accennato, l’assunzione di farmaci a base di acidi grassi PUFA Omega-3, che possiedono un dimostrato effetto anti-aritmico, potrebbe costituire una preziosa arma preventiva.

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